U sjećanje na Bojana In ricordo di Bojan Bojanu v slovo A farewell to Bojan A farewell to Bojan A farewell to Bojan Bojanu v slovo A farewell to Bojan Bojanu v slovo A farewell to Bojan

Amava il sole che rosso scarlatto discendeva dal cielo e nella sera scompariva nel mare di Dalmazia. Ora al suolo dell'estate, quando il cielo sull’Adriatico risplende dalla luce, ha dovuto dimenticarsi l'antico fiato delle acque possenti, dimenticarsi le onde ornate dal sole e turbate dal vento. Dal mare ora solo il timido grido del gabbiano scivola attraverso il silenzio, e gli alberi delle navi, come venuti da un funerale, osservano e tacciono da lontano.

   

Amava la possente collina circondata da tranquillo silenzio, orientata verso il cielo azzurro, lo Jošt sopra Kranj. Ammirava gli alberi dritti e il loro sussurro, sapeva come ascoltare il silenzio dell’erba. I suoi sogni, nati così in alto, riuscirono sereni a volare molto più lontano. Da ora in poi gli uccelli sullo Jošt canteranno e le nuvole scivoleranno senza di lui.

   

Sono passati 59 anni da quando i genitori, in Lubiana, nella famiglia Nikitovič, lo porsero nella culla. Alla varietà e vivacità della sua infanzia aggiunsero tante cose belle il fratello Duško e le sorelle Jelica e Nadja. Purtroppo già 17 anni fa dovettero porgere dei fiori sulla tomba di Nadja e piangere il suo addio prematuro. Per quel infinitamente misterioso senzafine – un enigma mai realmente scoperto – partii presto anche la madre.

   

Suo padre fu un esperto stabilito nello spazio attuale di Jugoslavia e per questo motivo, e per necessità che lo chiamavano da ovunque, fu presente in tante città della patria comune di un tempo – un destino di incessanti trasferimenti che fu condiviso completamente dalla sua famiglia. Alla fine, il padre e fratello per sempre, si trasferirono sulla costa Adriatica nella città di Zadar.

   

Zadar non fu solo una casa provvisoria, tetto sopra la testa o un luogo dove aspettare la prima opportunità per scappare. La città, la gente, l'odore del mare e la Dalmazia stessa diventarono il loro amore incancellabile che non invecchia o tradisce mai.

   

Nonostante ciò Bojan, chiamato Valdi in quel luogo a lui tanto caro, non ancora ventenne ritornò nella sua città natale, Lubiana. Un’altra ragione per rimanere nella metropoli Slovena fu una ragazza, la giovane e bella Lubianese Jana. La fortuna più grande nella vita è di amare ed essere amati. L'amore era e sarà per sempre il più grande criterio per valutare la grandezza dell'uomo.

   

La vita insieme gli regalò due figli, Edi e Dejan. Divenne padre per tutte opportunità e per ogni loro momento individualmente. Li sosteneva quando imparavano i primi passi, incoraggiava e si preoccupava quando giocavano a basket, e sopratutto gli aveva insegnato quanto siano preziose la cortesia e la compassione per altre persone. Anche dopo essere cresciuti, sapevano che era in qualche posto vicino, dall'altra parte del telefono, sempre là dove potevano sicuramente trovarlo.

   

Il suo primo lavoro fu nella fabbrica Nikola Tesla in Zagreb, dopo e per più a lungo lavorò nell’Intertrade - IBM di Lubiana. Ultimamente insieme al figlio creò la sua stessa impresa, interessante e dinamica, collegata con tanti eventi e conoscenze con gente diversa da tutto il mondo.

   

Con gli anni, quando i suoi capelli cominciarono già ad argentarsi, divenne nonno. I nipoti Tilen, Jaka, e Sara di tre mesi, che rimarrà senza ricordi di lui, gli crearono un mondo che a metà ebbe già dimenticato. Gli confidarono i propri sogni infantili e nella sera stanchi riposarono tra le sue braccia. Fu capace di immedesimarsi nell'età e vivacità dei bambini, giocava con loro a calcio e si ravvivava all'infinito.

   

Bojan fu un uomo che donava spontaneamente, non fu mai capace di far valere quella regola pragmatica del donare reciproco. Si fidò della gente e le volle bene. La vita con la moglie Jana si completava nel senso più bello della parola, aveva contenuto e fedeltà, e risolveva facilmente tutti gli ostacoli sulla strada della loro vita insieme.

   

37 anni di vita in due e ben tanti anni di sincera amicizia non cambiarono mai – la sua mano in quella di lei era ancora desiderata, calda e amorosa. Nella casa della speranza, da letto a letto, con lenzuola bianche che fissano il muro dell'ospedale. E in mezzo a loro un viso famigliare – amato, pallido, calmo e finale.

   

In ricordo di Bojan da tutti coloro che lo amiamo e ci mancherà per sempre.